Vienna e dintorni – Lyrische Suite di Berg

(il Titolo – Giornale di Arte Cultura Spettacolo e Attualità, Novembre 2010)

“Il programma…che si è concluso con un grande successo, confermato dal tutto esaurito del teatro, di un programma tutto viennese: i classicissimi Concerto Triplo di Beethoven ed il Concerto in sol maggiore per flauto e orchestra di Mozart sono preceduti dalle sonorità rarefatte della Lyrische Suite di Berg”.

“Il concerto inizia con la Lyrische Suite di Berg. …L’ impeccabile direzione del maestro Carlo Tenan offre al pubblico sonorità raffinate ed eteree. Gli applausi sono tanti.”

Ricerca sonora e poetica del direttore Carlo Tenan

( Il gazzettino, aprile 2010 )
“Ad un certo punto, durante l’Andantino grazioso del Concerto in la min. di Schumann, il direttore ha velocemente riposto la bacchetta sul leggio e lasciato libere le mani di volare nell’aria per disegnare una forma del sentimento, l’incedere di un fraseggio, il sospiro di un’anima. Tanto il lieve disporsi delle note richiedeva aerea tenerezza….Quale fosse il temperamento del direttore lo si è capito…nella successiva esecuzione della celebre e amatissima Sinfonia in la magg. ‘Italiana’ di Mendelssohn, in cui come accade

di rado, sonorità omogenea e fraseggio mosso riuscivano a convivere, stemperandosi insieme in una tessitura timbrica che lasciava cogliere sia i modi caratteristici del musicista, sia un rincorrersi di citazioni e richiami che sostanziano tutti i movimenti, fino a quella Tarantella finale, che Tenan ha ridisegnato in una dimensione sonora in bilico tra romanticismo e neoclassicismo, lontana dalle orge ritmiche che sono tanto di moda…E giàsarebbe bastato questo per dare al Concerto dell’altra sera al Sociale i crismi della memorabilità, ma c’era ancora molto altro.

Petrushansky e Tenan sensibilità e coesione”

( Il Gazzettino Venerdì 16 Aprile 2010 )

“…abilmente complementari nel suo gesto la precisione e il respiro del fraseggio, che in genere convivono nei più grande maestri…Tenan ha guidato l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta nell’Ouverture op. 52 di Robert Schumann e nella Sinfonia “Italiana” n. 4 in la magg. op. 90 di Felix Bartholdy Mendelssohn, ottenendo lunghi applausi dal numeroso pubblico che, nonostante gli evidenti problemi di acustica, ha apprezzato la coesione dell’insieme, anche nei passaggi più delicati dal punto di vista ritmico e dinamico.”

“ Da un imprevisto, un evento fortunato”

Oberösterreichische Nachrichten 29. März 2007

Tenan è un direttore determinato, estremamente sensibile e nel contempopreciso in ogni battuta, che delinea la partitura con sfumature raffinate, cherispetta conseguentemente la linea generale ma che lascia anche trasparire glistrati più sensibili. Una prestazione brillante I “Quadri” avevano strutture precise ed irradiate daforti colori contrastanti ; dal vivacissimo “balletto dei pulcini” all’imponente“grande porta di Kiew”.Ottimale è stata l’intesa con l’orchestra che ha suonato con concentrazionereagendo prontamente e con precisione pure agli impulsi musicali spontaneidel direttore. Una performance esaltante e impareggiabile: pubblico entusiasta.

”Kronen Zeitung, 29. März 2007

“Sia pur rammaricato per l’improvvisa disdetta causa malattia di HenrichSchiff, il pubblico ha molto apprezzato il direttore Carlo Tenan che l’hasostituto e che ha interpretato, riscuotendo grande successo personale, iQuadri di una esposizione di Mussorsky.Grazie ad una gestualità e tecnica eccellenti che ha dimostrato con l’orchestraBruckner, il maestro ha ottenuto un perfetto equilibrio musicale evidenziandocon precisione sia le delicate sonorità che le raffinate dinamiche dei diversiQuadri, assicurandone nello stesso tempo l’unità della struttura musicale….”

Il Gazzettino (M.Messinis, febbraio 2007)

“Carlo Tenan ha talento, disinvoltura, incisività; il gesto è preciso edeterminato. Ha disegnato i microorganismi di Britten con lucida sicurezza. InBeethoven tende ad un discorso volitivo e fortemente caratterizzato, quasi conmotoria alacrità”.

L’ Orecchio di Dioniso (31 gennaio 2007)

Esaltante Tenan con i Cameristi a Bari di Alessandro Romanelli “Carlo Tenan èuna delle giovani bacchette italiane più interessanti e richieste del momento.Se ne avuta ampia dimostrazione lunedì scorso al Teatro Santa Lucia di Bari,durante l’ottimo concerto prodotto dalla Fondazione Petruzzelli incollaborazione con l’Accademia dei Cameristi. Tenan, in un recente passatoapprezzato oboista, si è poi dedicato con esiti subito incoraggianti, alladirezione d’orchestra. L’altra sera ci ha subito regalato un saggio delle suequalità direttoriali nello spumeggiante “Scherzo” per orchestra d’archi di FranzSchreker (…). Il momento più avvincente del concerto doveva però ancoraarrivare. Tenan e gli eccellenti Cameristi si sono infatti cimentati in una dellecomposizioni più ardite e complesse del Novecento musicale. Quella “Musica per archi, percussioni e celesta” che nel 1936 fu commissionata all’unghereseBéla Bartók dalla celebre orchestra di Basilea diretta da Paul Sacher. Unautentico capolavoro, che con la sua suggestiva e al contempo raggelante,fittissima scrittura cromatica e contrappuntistica, mette sempre a dura prova lecapacità tecniche anche delle compagini orchestrali più smaliziate. Tenan, vadetto, dirige con una lucidità disarmante, oserei dire abbadiana; il suo gesto possiede inoltre invidiabile naturalezza unita alla rara, almeno oggi giorno, capacità di trasmettere perfettamente le sue indicazioni interpretative aimusicisti. E proprio questi ultimi hanno saputo fornire – guidati da una manocosì felice – una prova esemplare. Successo caloroso e meritato.

La Gazzetta del Mezzogiorno 2007

“Carlo Tenan ha conferito una compattezza esemplare, riuscendo poi adesaltare con lucida percezione, ed altresì con autorevole impegno,lo spessoredelle pagine,inquadrandole con sicura visione nell’ambito della loro idealedimensione”.

L’Opera (Giugno 2006)

“Sul podio della piccola, ma sempre valente, Orchestra In Gioco c’era CarloTenan, giovane maestro che si è ben districato tra le magie sonore dellapuntualissima e rispettosissima riduzione musicale approntata da AlfonsoCaiani: qualche arco, fiati, timpani, arpa, fisarmonica.

Il Corriere della Sera (31 gennaio 2006 , Orchestra Verdi di Milano)

Carlo Tenan dirige con disinvolta vitalità lasciando ampi spazi alle improvvisazioni di Uri Caine sostenendolo con degli insiemi corposi e graffianti. Grande successo.

L’Eco di Bergamo (aprile 2005)

Da applausi la direzione di Tenan “Quando un focoso vigore anima la musica …una coinvolgente vitalità ha percorso il concerto. Vitalità e gioia di far musica.(…) Una serata decisamente energica. A partire dalla meravigliosa Ouverture dell’Idomeneo di Mozart (…) brillanti scalate degli archi, incisi corposi dei fiati,il tutto gestito con un fine equilibrio espressivo (…) la perla della serata.(…) La Sinfonia n. 1 op. 11 in do minore di Mendelssohn, pervasa da grande energia eveemente resa sonora. (…) Della sinfonia in do maggiore di Bizet ha incantatol’etereo clima creato dal bel canto dell’oboe nell’Adagio, stemperato poi dalpreciso ed incalzante contrappunto orchestrale. TENAN è apparso direttore vigoroso e preciso, bravo a legare i diversi fili orchestrali, trasmettendo un’energia che tutta l’orchestra ha ben espresso coinvolgendo il pubblico entusiasta.

Il Resto del Carlino (agosto 2004)

Carlo Tenan, oboista e pianista di grande valore ha scelto la difficile stradadella direzione d’orchestra, incalzato da una vocazione che negli anni si è fattasempre più imperiosa e totalizzante. A sentirlo dirigere, si capisce che vuole andare alla radice della pagina in maniera semplice e diretta, ma dando voceed evidenza ad ogni elemento, anche il più occulto, in una mirabile articolazione. Carlo Tenan ha puntato ardimentosamente sulla semplicità dei modi e nel contempo sulla evidenza di ogni particolare, così da ottenere unasonorità densa e composita, pronta ad assecondare ogni pulsione ritmica el’estrema varietà del fraseggio. Con infallibile senso del teatro sa far respirare isuoi strumentisti per poi infiammarli e spingerli fino al parossismo sonoro. Gesto preciso e scattante, esecuzione travolgente.

Il Resto del Carlino (2004)

Particolarmente ammirato, per la forte personalità, è stato il direttore d’orchestra Carlo Tenan, che ha saputo guidare con sicura maestria e ricchezzainterpretativa.

”Il Gazzettino (2004)

Meritevole concertazione di un giovane musicista: Carlo Tenan, che ha ancorauna volta confermato le doti di direttore. Ha una memoria strepitosa che glipermette di non abbandonare mai le varie sezioni, visto che dirige tutto senzamusica, un gesto pulito ed efficace fuso ad una gestualità neumatica che glidona la possibilità di ottenere in velocità, plasticità timbriche completamentediverse.”Il Resto del Carlino, 2003“È stato il direttore Carlo Tenan a lasciare tutti affascinati. È riuscito a trovareuna precisa coesione tra le parti e il tutto, creando un suono omogeneo esempre vivo, capace di sommesse effusioni e slanci vitali di grande respiro.”Il resto del Carlino, 2002 (R.Verti)“(…) l’orchestra del Comunale diretta da una delle giovani bacchette italianepiù notevoli, Carlo Tenan.”Lirica & dintorni, 2002“Carlo Tenan ha condotto con piglio e sicurezza l’orchestra del TeatroComunale di Bologna.”La Nazione, 2001“Il giovane direttore Carlo Tenan ha dato prova di bravura (…) assicurandonitore e tensione di canto al Quartetto in fa minore op. 95 di Beethoven.”Avvenire, 2001“Intervista al Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna Luigi Ferrari (…)Un concerto riuscito, un’ottima orchestra, un giovane direttore che fa partedell’Orchestra del Comunale, che si sta costruendo questa nuova carriera. Midispiace soltanto perché con lui perdiamo un oboista di primissimo livello,egoisticamente vorrei che non avesse successo, ma “temo” che lo avrà (…)”

 

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