Carlo Tenan – Barbara Frittoli
Una Notte di rara bellezza con l’ascolto del recital di Frittoli Barbara, attraente purezza di uno spirito maturo ha reso il pubblico giapponese felice.
La serata ha un programma solido, e dimostra ancora una volta l’intelligenza dell’artista che unisce ad una prima parte con Strauss” Vier letze lieder” una seconda di stampo completamente Verdiano.
La bellezza della musica e’ sostegno ad un canto fatto di lunghe frasi legate che evidenziano un colore brunito e raro,La Frittoli domina tutto con voce morbida e canta come un mare terso in un’alba d’estate.Il pubblico entusiasta e festante ha unito ancora una volta il suo sentimento ad un’artsita molto amata in Giappone.Una straordinaria emissione del canto e generosita’ interpretativa seguita con grande padronanza dal Maestro Carlo Tenan che ha diretto con grande sentimento poetico e tensione emotiva .
Attendiamo con trepidazione il concerto dell’1 febbraio con un programma completamente nuovo che vedra’ Barbara Frittoli impegnata tra Martucci,Puccini e Cilea.


Carlo Tenan – Uri Caine
Brahms in Jazz
Carlo Tenan dirige Uri Caine e l’ORT nelle Brahms/Caine Variazioni su di un tema di Handel – Livorno, Firenze, Figline Valdarno, gennaio 2011
Che effetto fa dirigere, se sai che il tuo solista può deviare, senza preavviso, da quanto è scritto in partitura e condiviso da un intero organico orchestrale? La persona giusta a cui chiederlo è Carlo Tenan che, alla testa dell’Orchestra Regionale Toscana, si cimenterà per la terza volta – dopo il successo delle Diabelli Variations e leVariazioni suLa figlia del reggimento di Donizetti – in un progetto di variazioni musicali firmato dal pianista e compositore jazz Uri Caine. Il progetto in questione, le Brahms/Caine Variazioni su di un tema di Handel, a cui seguirà la Simple Symphony di Britten, è al centro di una serie di concerti che dalla Toscana giovedi 20 gennaio alle ore 21.00 al Teatro Goldoni di Livorno, passerà per il Teatro Verdi di Firenze, venerdi 21 gennaio alle 21.00 e dal TeatroGaribaldi di Figline Valdarno, sabato 22 alle ore 21.15, per approdare al Konzerthaus di Berlino, in ottobre.
Polistrumentista e compositore, oltre che direttore d’orchestra, Tenan è quindi partito dalla sua esperienza di pianista in trio jazz, per sintonizzarsi con il suo partner musicale. Perché la capacità d’improvvisare, non s’improvvisa. «Dirigere un musicista jazz, vuol dire stabilire una complicità musicale tale per cui entrambe le parti, in ogni concerto, riescono ad accedere con naturalezza all’esperienza dell’improvvisazione». Di questa che è nata come un’”occasionale collaborazione”, ma oggi si attesta al di sopra dei quindici concerti in tre anni, Tenan racconta: «il bello di lavorare con Uri Caine, è che sa esattamente ciò che fa: nelle sue trasposizioni e rielaborazioni orchestrali, sa restituire il suono, il timbro e i colori dell’originale, che arricchisce ulteriormente di senso nei momenti d’improvvisazione jazzistica. Ai musicisti classici, come me e come gli orchestrali, il compito il sostenere la sua inventiva musicale con senso del ritmo e dello swing.»
A seguito della tournée toscana, Carlo Tenan è inoltre atteso, il 10 di gennaio, al Teatro di Lugo di Romagna assieme all’Orchestra Regionale Toscanini di Parma, con un programma di Sinfonie di Rossini (da Il Barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri, La Gazza Ladra, La Cenerentola) e Verdi (da Luisa Miller, Nabucco, La Forza del Destino e I Vespri Siciliani). Particolarmente attento ai nuovi scenari della gioventù musicale, che passano anche per le esperienze delle orchestre universitarie, Carlo Tenan ha inoltre accettato in febbraio di dirigere l’Orchestra da Camera del Collegium Musicum Almae Ma tris, il 10 febbraio all’Aula Absidale di Santa Lucia, in un programma particolarmente impegnativo che spazierà da Poulenc (Deux Marches et un intermède, del 1937), a Grieg (DueMelodie, op. 53), a Sibelius (Romance), op. 42, Richard Strauss (Serenata in Mib, op. 7) e Holst (St. Paul’s Suite,op. 29, no. 2). In primavera, Tenan inoltre sarà ospite di un teatro che lo ha fortemente voluto per un’eccezionale esecuzione del Requiem verdiano (nel quartetto vocale, anche Carlo Ventre), il Teatro del Sodre di Montevideo (Uruguay) e che ora lo attende per un’interpretazione dei Carmina Burana di Orff.
Vienna e dintorni
Carlo Tenan inaugura la stagione 2010-2011 del Teatro Sociale di Como, il 4 novembre 2010 con un concerto con musiche di Berg, Mozart e Beethoven
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Fresco di debutto in MITO, Carlo Tenan alla guida dell’Orchestra 1813 inaugura, il 4 novembre 2010, la stagione 2010-2011 del Teatro Sociale di Como. Al suo fianco, in un concerto intitolato Vienna e dintorni, i solisti comaschi (per nascita o d’adozione), Mattia Petrilli (flauto), Davide Alogna (violino), Andrea Scacchi (violoncello) e Vsevolod Dvorkin (pianoforte).
L’occasione del primo concerto della stagione, che è anche quella della celebrazione dei cento anni del Carducci, prevede l’esecuzione, in un ideale percorso a ritroso dalla seconda alla prima Scuola viennese, dei tre movimenti dall’intensa Lyrische Suite di Alban Berg nella trascrizione dell’autore per orchestra d’archi del 1928, del Concerto per flauto e orchestra di W. A. Mozart in sol maggiore KV 313 e del maestoso Triplo Concerto di L.v. Beethoven in re maggiore op. 56, prima composizione in assoluto concepita quest’ampia formazione.
Dall’Orchestra e dal Teatro Comunale del Comunale di Bologna, sua città d’adozione, all’Orchestra e al Teatro della Fenice di Venezia, dall’Orchestra Regionale Toscana al Teatro degli Arcimboldi di Milano e all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dalla Bruckner Orchestra al Gro§er Saal Brucknerhaus di Linz, Carlo Tenan è stato ospitato da alcune tra le più importanti istituzioni concertistiche e diretto alcune delle più pregevoli orchestre del mondo. Il suo 2010, iniziato con il sorprendente debutto al Gro§es Festspielhaus di Salisburgo in occasione del Concerto di Capodanno, l’ha visto debuttare sul podio d’importanti Teatri e Festival in Europa (MITO), Sudamerica. Sono previsti nel 2011, ad oggi, i concerti con la Filarmonica Toscanini e una tournée con l’ORT e Uri Caine.
Tenan scopre la sua vocazione di direttore d’orchestra tra un impegno di studio – mai abbandonato, e concretizzato in ben cinque diplomi dei più “ostici” che la formazioni musicale preveda: pianoforte, oboe, composizione, musica elettronica, e direzione – e una prova d’orchestra (la sua “prima volta” in veste direttoriale risale infatti all’epoca in cui ricopriva il ruolo di primo oboe presso l’Orchestra del Comunale di Bologna). Una scoperta personale che coincide con la “sua scoperta”, da parte di Lorin Maazel e Antonio Pappano.
Per Tenan, la direzione è – innanzitutto – qualità della comunicazione musicale che avviene tra il direttore e “gli orchestrali”, categoria per nulla sconosciuta ad un musicista che a soli vent’anni ricopriva il ruolo di primo oboe in alcune delle più importanti orchestre italiane (Comunale di Bologna, Teatro alla Scala). Tra l’imperativo categorico della conoscenza del testo musicale e padronanza del gesto, la “danza semiotica” che costituisce la direzione d’orchestra è per Tenan un atto sacrale, di condivisione e ricerca, in cui nulla vuole essere lasciato al caso, sebbene sia poi l’alchimia del singolo incontro a decretare il senso di ogni nuova esecuzione.
Maestri, ispiratori, e suoi sostenitori fin dalle sue prime prove di direzione, Antonio Pappano e Lorin Maazel hanno infatti voluto esprimersi con molta chiarezza sul suo conto : “intuitivo, ottime “mani”, eccellente concentrazione” ha avuto modo di esplicitare in una presentazione dell’artista, il primo, mentre il secondo come tutta prova della sua stima ha invitato un giovanissimo Tenan a partecipare al prestigioso concorso per direttori d’orchestra Maazel – Vilar, nel quale Carlo Tenan si classifica unico italiano tra i concorrenti in finale.
News inserita il 24-09-2010.
Carlo Tenan – Festival Internazionale MITO
È tempo di MITO per Carlo Tenan
Tre date a metà settembre per il direttore: due concerti per MITO, a Monza e Torino, e una replica al Teatro dal Verme di Milano, in occasione del Concerto Civile “Giorgio Ambrosoli”
E’ un doppio debutto quello che attende Carlo Tenan, alla testa dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, al Festival Musicale Internazionale MITO: il 16 settembre nel Duomo di Monza e il 18 settembre alla Sala Polivalente di Bricherasio (TO). Il concerto sarà inoltre replicato nella cornice del Teatro dal Verme di Milano, il 20 settembre, in occasione della seconda edizione Concerto Civile “Giorgio Ambrosoli. Il programma musicale spazierà da Bach a Barber, in un’escursione storica di circa duecento anni tra brani non ancora particolarmente inflazionati dalle programmazioni musicali italiane: la cantata Tilge, Höchter, meine Sünden BWV 1083 di J.S. Bach, interpretata assieme a Barbara Massaro (soprano), Elena Caccamo (mezzosoprano) e Federica Falascioni (pianoforte e organo), il Concerto per violino e orchestraop.14 di Samuel Barber, solista il bolognese Markus Placci, e – invece – il celeberrimo Adagio di Barber op.11.
Carlo Tenan è un musicista di poche parole, ma di molti fatti. Dall’Orchestra e dal Teatro Comunale del Comunale di Bologna, sua città d’adozione, all’Orchestra e al Teatro della Fenice di Venezia, dall’Orchestra Regionale Toscana al Teatro degli Arcimboldi di Milano e all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dalla Bruckner Orchestra al Gro§er Saal Brucknerhaus di Linz, il giovane direttore è già stato ospitato da alcune tra le più importanti istituzioni concertistiche e diretto alcune delle più pregevoli orchestre del mondo. Il suo 2010,iniziato con il sorprendente debutto al Gro§es Festspielhaus di Salisburgo in occasione del Concerto di Capodanno, proseguirà, con i concerti in Uruguay, l’apertura della stagione sinfonica del Teatro Sociale di Como, in novembre. Nel 2011, in vista i concerti con la Filarmonica Toscanini e una tournée con l’ORT e Uri Caine.
Tenan scopre la sua vocazione di direttore d’orchestra tra un impegno di studio – mai abbandonato, e concretizzato in ben cinque diplomi dei più “ostici” che la formazioni musicale preveda: pianoforte, oboe, composizione, musica elettronica, e direzione – e una prova d’orchestra (la sua “prima volta” in veste direttoriale risale infatti all’epoca in cui ricopriva il ruolo di primo oboe presso l’Orchestra del Comunale di Bologna). Una scoperta personale che coincide con la “sua scoperta”, da parte di Lorin Maazel e Antonio Pappano. Per Tenan, la direzione è – innanzitutto – qualità della comunicazione musicale che avviene tra il direttore e “gli orchestrali”, categoria per nulla sconosciuta ad un musicista che a soli vent’anni ricopriva il ruolo di primo oboe in alcune delle più importanti orchestre italiane (Comunale di Bologna, Teatro alla Scala). Tra l’imperativo categorico della conoscenza del testo musicale e padronanza del gesto, la “danza semiotica” che costituisce la direzione d’orchestra è per Tenan un atto sacrale, di condivisione e ricerca, in cui nulla vuole essere lasciato al caso, sebbene sia poi l’alchimia del singolo incontro a decretare il senso di ogni nuova esecuzione.
Maestri, ispiratori, e suoi sostenitori fin dalle sue prime prove di direzione, Antonio Pappano e Lorin Maazel hanno subito voluto esprimersi con molta chiarezza sul suo conto : “intuitivo, ottime “mani”, eccellente concentrazione” ha avuto modo di esplicitare in una presentazione dell’artista, il primo, mentre il secondo come tutta prova della sua stima ha invitato un giovanissimo Tenan a partecipare al prestigioso concorso per direttori d’orchestra Maazel – Vilar, nel quale Carlo Tenan si classifica unico italiano tra i concorrenti finalisti.
L’apertura del programma dei concerti del 16,18 3 20 sarà affidata alla parafrasi bachiana dello Stabat di Pergolesi, scritto solo 10 anni prima, la cantata Tilge, Höchter, meine Sünden BWV 1083, che testimonia dell’attenzione con la quale Bach seguiva la realtà musicale italiana, e implicitamente dell’importanza di questa sulla scena internazionale. Il testo cantato, appositamente confezionato da un ignoto collaboratore del Kapelmeister di Lipsia a partire dal Salmo biblico n. 51, il Miserere (nella traduzione in tedesco di Lutero), aderisce accuratamente alla vocalità originale, tanto da riproporne la sonorità, grazie all’utilizzo delle stesse vocali presenti nel testo latino sulle note lunghe. La scelta di servirsi di un salmo biblico in tedesco al posto di un inno mariano in latino, così come la scelta di trasportare l’Amen finale nel modo maggiore sono frequentemente ascritte dagli studiosi alla volontà d’esprimere una posizione ideologica in materia, da parte di Bach. Fedele all’originale in tutto, il “prestito musicale di Bach” trasforma la musica cantabile di Pergolesi in un componimento barocco grazie ad una completa articolazione della linea della viola e allo sviluppo di un contrappunto tra voci e strumenti di stampo più “tedesco”,
Il Concerto per violino e orchestra op 14 di Samuel Barber, scritto tra il 1939 e il 1940 su commissione del violinista russo Iso Briselli, è invece un classico delle programmazioni delle sale da concerto americane, le quali non nascondono, assieme ai critici, severe aspettative nei confronti delle esecuzioni di questa composizione (cfr. recensione del New York Times del concerto del centenario della Carnegie Hall, solista Itzak Perelman) ancora tutta da scoprire, nel nostro continente.
L’Adagio di Barber op.11, è un arrangiamento dello stesso Barber di un movimento del suoQuartetto per archi n. 1. Fu trascritto nel 1968 dallo stesso Barber per coro ad otto voci e abbinato al testo dell’Agnus Dei, il che potrebbe forse spiegare il suo posizionamento in questo programma, quale ideale anello di congiunzione tra sacro e “profano”.



